Alla scoperta dei borghi d’Italia, circondata dai Monti Marsicani ecco la città amata dai fotografi: il Comune di Scanno (Aquila), in Abruzzo

Alla scoperta dei borghi d’Italia, circondata dai Monti Marsicani ecco la città amata dai fotografi: il Comune di Scanno (Aquila), in Abruzzo

 

In Italia ci sono 7.978 Comuni, di cui ben il 70% conta meno di 5.000 abitanti; alcuni di questi sono poco conosciuti, ma proprio per questo ricchi di fascino.

Quale miglior occasione delle lunghe e spensierate serate estive per andare alla scoperta di un caratteristico e ricco di storia paesino italiano?

BibLus-net corre in vostro aiuto e quest’anno ha deciso di istituire un piccola rubrica, proponendo una carrellata di 30 meravigliosi borghi d’Italia.

Innanzitutto cos’è un borgo e perché viene definito tale?

Nei secoli passati la denominazione “borgo” era spesso riservata ai paesi di una certa importanza che possedevano un mercato ed una fortificazione. La presenza di queste strutture differenziava il borgo dal villaggio, dal paese e dalla borgata. Probabilmente in età longobarda il borgo, che sorge sempre al piano, alla confluenza di una o più valli, svolgeva una funzione amministrativa e giurisdizionale per tutta l’area afferente.

Il borgo che vi presentiamo oggi è Scanno, un piccolo comune italiano di 1.883 abitanti, della provincia de L’Aquila, in Abruzzo, i cui dati identificativi sono i seguenti:

  • coordinate: 41°54′09.51″N13°52′47.62″E
  • altitudine: 1.050 m s.l.m.
  • superficie: 134,68 Km2
  • patrono: Sant’Eustachio
  • giorno festivo: 20 settembre
  • specialità: Pan dell’Orso

Scanno (AQ) – Abruzzo

Scanno (Scannë in abruzzese) è un comune circondato dai Monti Marsicani, è in parte compreso entro i confini del Parco nazionale d’Abruzzo.

Scanno è inoltre nota come la Città dei fotografi; un luogo molto apprezzato da tanti autori italiani e stranieri. I suoi inconfondibili scorci e la sua gente sono stati lungo tutto il Novecento i soggetti di tanti famosi scatti realizzati da Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci e molti altri.

Nel 1964, fu proprio una fotografia scattata a Scanno da Mario Giacomelli, ad entrare a far parte della prestigiosa collezione di opere fotografiche del Museum of Modern Art di New York. Questa immagine è conosciuta come Il bambino di Scanno, o Scanno Boy.

L’isolamento del paese, nel corso dei secoli, fece in modo che il vestito delle donne di Scanno si sviluppò in modo autonomo e privo di modelli a cui ispirarsi, a questo si aggiunse la voglia delle giovani donne di arricchirsi di gingilli costosi, anche se autoctoni, atti ad impreziosire le varie parti del proprio abbigliamento per superare in bellezza, e perché no, ingelosire le amiche e le rivali, così una gonna, per il peso sempre più ricco, arrivava fino alle calcagna. Tuttavia, nonostante l’unicità del vestito, per la tipologia delle sue caratteristiche questo abbigliamento può essere accostato ai vestiti tradizionali femminili della Conca Peligna e dell’Alto Sangro.

La gonna può arrivare a pesare fino a 15 kg in stoffa. All’interno è arricchita da una striscia di panno lana rosso alto fino a 10 cm. Tale tessuto, volgarmente detto la pedéra, serve a proteggere le gambe dalla polvere e dal fango. La gonna attuale, però, è provvista di un solo panno, di colore verde scuro, prodotto e tinto in paese. Fino al Settecento le gonne erano di vari colori, e non è improbabile che ogni colore stesse ad indicare un ceto sociale.

[Fonti: Wikipedia , Skyscanner]

Di seguito proponiamo una galleria fotografica con le immagini più significative del posto:


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