Verso la ripresa: come passeremo alla fase 2

Il picco dell’epidemia da Covid-19 sembra essere superato per l’Italia e mentre comincia a diminuire il numero di contagiati si comincia a pensare a come organizzare il progressivo rientro alla normalità. Il primo passo è la “Fase 2”, quella in cui il confinamento inizia ad essere alleggerito e le prime attività non essenziali iniziano a riprendere seppur con tutte le cautele del caso.

Le scuole rimangono chiuse e si pensa già a ritardare l’apertura del nuovo anno scolastico, questo è indice di quanto la ripresa definitiva sarà lenta.

La certezza è che, in assenza di un vaccino, alla ripresa delle attività lavorative bisognerà riorganizzarsi in modo da favorire la massima sicurezza, con l’adozione delle distanze di sicurezza e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale ma anche con pulizie straordinarie più volte al giorno. 

Più in dubbio la data a cui si pensa per l’avvio dell’uscita dal lockdown, potrebbe essere il 3 maggio, ma se i numeri dovessero migliorare si potrebbe pensare ad un anticipo. Per stabilirlo sarà fondamentale il parere di un comitato tecnico-scientifico che si basa sull’indice di diffusione del contagio R0.

 

Le date potrebbero essere differenti anche in base alle regioni poiché le casistiche sono molto differenti.