Legge di Bilancio 2026, le novità per l’edilizia

Il 30 dicembre 2025 la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la Legge di Bilancio 2026, introducendo rilevanti disposizioni a supporto dei professionisti e delle imprese del comparto edile. Di seguito si presentano in modo sintetico le principali innovazioni normative:

·       Proroga al 2026 dei bonus edilizi con detrazione al 50% per l’abitazione principale.

·       Estensione delle premialità volumetriche agli immobili condonati secondo le leggi del 1985, 1994 e 2003.

·       Conferma e proroga del Bonus mobili; non prevista la proroga per il Bonus barriere architettoniche.

·       Rifinanziamento dei fondi dedicati all’aumento dei costi dei materiali, introduzione di un nuovo sistema di revisione prezzi e istituzione di un prezzario nazionale per le opere pubbliche.

·       Limitazioni ai pagamenti della Pubblica Amministrazione per i professionisti non in regola con gli obblighi fiscali.

·       Contributo integrativo destinato alla ricostruzione post-sisma 2016.

·       Proroga dell’innalzamento della soglia di reddito per il regime forfettario fino al 2026.

·       Istituzione di un nuovo fondo finalizzato a ridurre i livelli di rischio sul territorio nazionale.

·       Introduzione di una cedolare secca al 26% per affitti brevi dalla seconda casa.

·       Rifinanziamento della Nuova Sabatini e dei programmi Industria 4.0; estensione dell’iperammortamento Transizione 5.0.

·       Estensione degli incentivi relativi alla ZES Unica del Sud fino al 2028.

·       Destinazione di ulteriori 200 milioni di euro al Piano Casa per il biennio 2026-2027.

·       Obbligo di conformità edilizia per la rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare.

·       Restringimento delle limitazioni sulla tassazione degli impianti fotovoltaici a terra.

Nel 2026, i bonus per ristrutturazioni, riqualificazioni energetiche e adeguamenti sismici restano confermati al 50% sull’abitazione principale e al 36% negli altri casi, senza decurtazioni rispetto alla manovra precedente. Il Bonus mobili è altresì confermato al 50% (tetto massimo 5.000 euro su prima e seconda casa), mentre il Bonus barriere architettoniche non viene più prorogato.

Le premialità volumetriche relative agli immobili condonati saranno applicate solo in presenza di titolo abilitativo in sanatoria valido, escludendo edifici abusivi situati in centri storici o aree non edificabili. La proposta di riapertura dei termini del condono 2003 si è trasformata in un ordine del giorno.

La rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare richiede ora la certificazione di conformità urbanistica, ambientale e sismica, secondo la sentenza n. 23093/2025 della Corte di Cassazione e quanto disposto dalla Legge di Bilancio.

Il Decreto Omnibus (D.L. 95/2025) proroga il Superbonus 110% fino al 2026 nei comuni colpiti da eventi sismici in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per interventi con opzione di cessione del credito o sconto in fattura avviati dopo il 30 marzo 2024, esclusi quelli con Superbonus rafforzato. I Commissari straordinari potranno incrementare i contributi per la ricostruzione entro i limiti delle spese eccedenti, escludendo immobili abusivi salvo regolarizzazione.

In materia di caro materiali, la Legge stanzia oltre un miliardo di euro per coprire le pendenze sui lavori pubblici non finanziati dal nuovo Codice Appalti. Viene introdotto un meccanismo di revisione automatica dei prezzi per gare antecedenti al 30 giugno 2023, utilizzando i prezzari regionali aggiornati: riconoscimento pari al 90% delle maggiorazioni (per offerte entro il 2021) e all80% (per offerte fino a giugno 2023). Gli enti potranno utilizzare risorse accantonate, ribassi dasta e, se necessario, ridurre opere programmate per reintegrare i fondi.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore, il Ministero delle Infrastrutture effettuerà una ricognizione degli interventi finanziati. Sarà creato un prezzario nazionale dei lavori pubblici (entro il 29 giugno 2026) come riferimento tecnico alle regioni, che mantengono comunque autonomia sui propri prezzari. Un Osservatorio sperimentale monitorerà i dati relativi ai prezzari e potrà fornire pareri sulle stime di costo per progetti superiori ai 100 milioni di euro.

La normativa dispone una proroga per appalti e accordi-quadro di RFI, Anas e altri soggetti speciali, prevedendo un incremento del 20% e un adeguamento massimo del 35% relativamente alle variazioni dei prezzari per lavorazioni effettuate tra il 2022 e il 2026. Restano esclusi gli interventi finanziati tramite PNRR.

Per i pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti, a decorrere dal 15 giugno 2026 sarà obbligatoria la verifica della regolarità fiscale e previdenziale. Per compensi inferiori a 5.000 euro, eventuali debiti fiscali verranno compensati direttamente; oltre tale soglia, vige il blocco attualmente previsto.

Si istituisce un nuovo fondo da 350 milioni di euro per sostenere iniziative private volte a mitigare rischi derivanti da eventi imprevedibili. Prorogate anche le misure per la ricostruzione post-calamità, incluse le strutture commissariali.

Sono apportate modifiche al Testo Unico sulle Rinnovabili: sugli impianti in demanio civico, le revisioni di potenza sono ammesse solo previa sdemanializzazione, senza consumo aggiuntivo di suolo. Le indennità di esproprio saranno versate al Comune titolare dei diritti d’uso civico, nel rispetto delle norme paesaggistiche e culturali.

La disciplina fiscale degli impianti fotovoltaici a terra viene aggiornata: il D.L. 63/2024 si applicherà agli impianti completati dopo il 31 dicembre 2025; quelli già in essere potranno continuare a calcolare il reddito con coefficiente di redditività al 25% per la quota eccedente il limite di agrarietà.

Proroga fino al 2026 della soglia di reddito di 35.000 euro per accedere al regime forfettario.

Nell’ambito delle locazioni brevi, dal 2026 si applica una cedolare secca al 21% sulla prima casa, al 26% sulla seconda; la detenzione di oltre due immobili comporta la presunzione di attività d’impresa, con relativo regime fiscale.

Riguardo al credito d’imposta ZES Unica Sud, viene estesa la fruibilità fino al 2028 per investimenti effettuati tra gennaio 2026 e novembre 2028; le domande presentate tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025 riceveranno un contributo aggiuntivo del 14,6189%, con gestione esclusiva tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Per la Transizione 5.0, si introduce un iper-ammortamento strutturale fino al 30 settembre 2028, con una maggiorazione dei costi variabile fra il 50% e il 180%, cumulabile salvo eccezioni specifiche.

Il Fondo Industria 4.0 viene incrementato a 3,5 miliardi per il credito d’imposta su investimenti tecnologici effettuati entro dicembre 2025.

La Nuova Sabatini è rifinanziata con 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027, a sostegno delle PMI impegnate nell’innovazione dei macchinari.

Viene presentato un Piano Casa Giovani orientato all’edilizia sociale, con incentivi rent-to-buy e progetti di coabitazione, rivolto anche ad anziani e separati.

Il Codice Appalti e il PNRR prevedono premi di accelerazione fino al 50% delle economie realizzate grazie ai ribassi d’asta.

Modifiche al Registro RENTRI: ridefinizione dei soggetti obbligati all’iscrizione, con esclusione di consorzi e alcuni sistemi specifici di gestione.

Aggiornate le normative per produttori di rifiuti, enti del Terzo settore e ONLUS, con un fondo di riqualificazione immobiliare da 100 milioni di euro per il 2025 riservato ai soggetti già costituiti al 29 maggio 2024 e per immobili utilizzati esclusivamente per attività istituzionali. Le modalità di accesso saranno definite da una società in house e decreto ministeriale.

Il nuovo regolamento sulla gestione di terre e rocce da scavo includerà anche residui lapidei, materiali con amianto e sedimenti provenienti da ambienti acquatici naturali o artificiali.

Chiarita l’esenzione IMU per immobili di enti non commerciali destinati ad attività assistenziali, sanitarie e didattiche svolte in modalità non commerciale: vengono dettagliati i requisiti oggettivi e finanziari e rimane esclusa ogni ipotesi di rimborso per somme già corrisposte.

Misure specifiche per il settore edile:

·       Esonero contributivo per nuove assunzioni a tempo indeterminato nel 2026, entro precisi limiti di spesa annuali.

·       Iscrizione automatica alla previdenza complementare per neoassunti dal luglio 2026, salvo diversa comunicazione entro 60 giorni.

·       Obbligo per le aziende con oltre 50 dipendenti di conferire il TFR al fondo Tesoreria INPS.

·       Applicazione di una ritenuta d’acconto sui pagamenti tra imprese: 0,5% dal 2028, 1% dal 2029, con determinati soggetti esclusi.

·       Per le lavoratrici madri con almeno due figli, previsto un contributo mensile di 60 euro dal 2026, oltre ad agevolazioni contributive per i datori di lavoro privati che assumano madri di tre figli minori. Gli sgravi variano in base alla tipologia contrattuale e sono soggetti a limiti di spesa INPS monitorati.

 

Queste misure rappresentano un complesso articolato di interventi mirati a sostenere la competitività delle imprese, la modernizzazione del settore e il rafforzamento della coesione sociale attraverso politiche innovative e strumenti di incentivazione economica.

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